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Allergie: curarsi con l'agopuntura

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La primavera è alle porte con essa si risveglia la natura: ovunque si assiste ad un'esplosione crescente di infiorescenze, di colori, di bellezza. Ma non per tutti la primavera è un avvenimento da accogliere con entusiasmo: il popolo degli allergici (circa il 15% della popolazione italiana), ne teme l'arrivo per via della diffusione dei pollini nell'aria, con il conseguente, fastidioso, puntuale ripresentarsi di tutta la sintomatologia di rito.  Gli allergeni, infatti, entrano in contatto col nostro organismo attraverso l'aria che respiriamo, e i più diffusi sono appunto i pollini delle erbe e delle piante, in circolazione da metà gennaio fino alla fine di settembre. Purtroppo è rilevato che c'è una percentuale di ereditarietà molto elevata: un genitore allergico ha il 30% di possibilità di trasmettere al figlio la patologia che si può tuttavia manifestare anche in età adulta. La teoria generale su cui l'agopuntura si basa è quella secondo cui tutte le funzioni corporee sono regolate da un flusso di energia (qi), la cui interruzione è appunto la causa stessa della malattia. E il dolore, indica nel punto del suo manifestarsi, proprio il punto in cui il flusso energetico ha subito l'interruzione. Secondo la medicina cinese, le allergie localizzano l'interruzione del flusso in due organi: fegato e polmone. Il primo responsabile del sistema immunitario, il secondo che soprintende all'area psicologica. Ed è proprio la sovrapposizione delle due fragilità a causare le reazioni allergiche. In agopuntura, infatti l'allergia che interessa gli occhi e le vie respiratorie è proprio espressione della debolezza dei polmoni a cui si unisce il cattivo funzionamento del fegato con conseguente disagio psicologico, e manifestazioni di stati depressivi e malinconici. Affidandoci ad un medico competente, specializzato in questa disciplina, è possibile stimolare i punti del corpo che soprintendono a queste aree, per risolvere il nostro problema: il pollice regola la salute del polmone, il gomito flesso, invece, quella del fegato. Sorprendenti i risultati che si possono ottenere: di recente presso il Charite-University Medical Center di Berlino, è stato svolto uno studio su 422 pazienti normalmente affetti da allergie di tipo stagionale, di cui un terzo trattato con agopuntura tradizionale, un terzo con falsa agopuntura (cioè con l'applicazione di aghi posizionati in zone del corpo non pertinenti) e il restante terzo è stato trattato farmacologicamente. Ebbene, lo studio ha registrato che dopo dodici sedute di trattamento (circa otto settimane) il 71% dei pazienti ha denunciato un netto miglioramento. Tuttavia, anche il 56% dei pazienti trattati con la 'sham', la falsa agopuntura, ha registrato un miglioramento soddisfacente. Allo studio, pubblicato su Annals of Internal Medicine, si accompagnano anche le dichiarazioni dei pazienti allergici che dicono di preferire di gran lunga il trattamento agopunturale a quello farmacologico che inevitabilmente reca con sé una certa dose di controindicazioni e di effetti collaterali.
 
 
 
 

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