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Cellule staminali embrionali come possibile cura del Parkinson

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Una nuova frontiera nella ricerca contro il Parkinson si è aperta grazie ad uno studio condotto da un gruppo di ricercatori svedesi dell'Università di Lund sulle cellule staminali embrionali, ossia le cellule staminali prelevate direttamente dall'embrione, grazie alla loro capacità di autorinnovamento. Il trapianto di tali cellule nei ratti colpiti dalla forma animale del Parkinson sarebbe in grado di restituire agli stessi le normali funzioni motorie, riportando i livelli di dopamina alla normalità nel giro di pochi mesi. La malattia di Parkinson è un patologia neurodegenerativa appartenente al gruppo dei cosiddetti "disordini del movimento", dovuta alla morte progressiva dei neuroni responsabili della sintesi e del rilascio della dopamina. Tale circostanza provoca nei soggetti colpiti (generalmente adulti dopo i 50 anni) dapprima difficoltà di deambulazione, di esecuzione e controllo dei movimenti e in seguito, negli stadi più avanzati della malattia, anche disturbi cognitivi e comportamentali, oltre che paralisi. L’indeterminatezza delle cause della malattia è la causa principale delle grandi difficoltà incontrate dalla ricerca nel trovare cure efficaci e durature. Le cellule staminali sono già da tempo oggetto di studio in medicina rigenerativa per la cura delle malattie neurodegenerative, grazie alla loro particolare duttilità. Esse sono infatti cellule primitive in grado di trasformarsi in altri tipi di cellule e si caratterizzano per un alto grado di reperibilità: esse possono essere prelevate dal sangue, dal midollo osseo, dai tessuti adiposi, dal cordone ombelicale, dalla placenta, dal sacco amniotico. Già dal 1987 a Lunds si effettuano, spesso con risultati duraturi, trapianti di cellule staminali fetali, consolidando la convinzione che sia possibile rigenerare il tessuto nervoso attraverso il trapianto di neuroni autentici. Tuttavia l'ipotesi di trapianto di cellule staminali prelevate da tessuti fetali abortivi non si è dimostrata efficace su tutti i pazienti e, soprattutto, trova un limite nella scarsa disponibilità di tali cellule. Grazie ai risultati incoraggianti dei test effettuati sugli animali da laboratorio, il via libera alla sperimentazioni di trapianti di cellule staminali embrionali sugli esseri umani partirà nel 2018.
 
 
 
 

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