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Che cosa è l'insonnia

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Ogni anno, circa quindici milioni di persone in Italia sono colpite da uno dei disturbi più frequenti che riguardano il riposo notturno: l'insonnia. Questa purtroppo non colpisce solo la notte, ma si ripercuote con tutti i suoi effetti anche durante il giorno. Si parla di una vera e propria sindrome, dalle modalità complesse, che può essere classificata a seconda del grado di intensità con cui colpisce i soggetti. I tre tipi di insonnia tra cui si distingue sono l'insonnia transitoria, quella a breve termine e quella cronica. La prima dura solo pochi giorni, e raramente arriva oltre la settimana. È definita "occasionale" se è legata a periodi o elementi stressanti; "ripetuta" se è invece legata a patologie ripetute nel tempo, come la cefalea. La seconda, ha una durata variabile da una a tre settimane. Colpisce come l'insonnia transitoria. Le sue cause vanno ricercate tra eventi ritenuti stressanti sia alla mente che al fisico. Fenomeno, questo, tipico del jet-lag o dei cambiamenti ambientali. La terza, infine, è quella che può durare anche anni. Si tratta di una situazione cronica, difficile da curare, legata principalmente a disturbi di origine psichica. Tra questi, depressione e nevrosi, o fenomeni ossessivi compulsivi. Per la sua complessità, risulta difficile dare una definizione concisa ed esaustiva del disturbo, che non può ridursi solo all'impossibilità o alla difficoltà di dormire. Qualche anno fa, da un rapporto stilato dal Consensus Italiano per la Medicina generale, emerse e fu classificata la presenza di diversi indicatori atti a diagnosticare l'insonnia. Questi si distinguevano in notturni e diurni. I primi erano quelli che comportavano la difficoltà ad addormentarsi, accompagnata da frequenti risvegli notturni e da una cattiva qualità del sonno, percepito dall'insonne come poco ristoratore. I secondi erano quelli attenenti ai disturbi della memoria, all'ansia, alla depressione, alla sonnolenza ed all'astenia. La scoperta delle onde elettriche cerebrali, avvenuta grazie all'elettroencefalogramma, ha dimostrato che il sonno appartiene al giorno "biologico" di ciascun individuo. In ciascuno di noi però, lo stato di veglia continua, anche se in modo diverso, anche mentre si dorme. La ristorazione che ne deriva, nonostante il cervello in alcune fasi sia comunque al lavoro, è del tutto fisiologica, e ci consente, durante il giorno, di elaborare e ricapitolare tutte le informazioni con le quali entriamo a contatto, eliminando quelle che non ci servono. La neurofisiologia e la neuropsicologia dimostrano che dormire è per l'essere umano una necessità istintiva. Lo stato di veglia è paragonato alle funzioni della ricerca del cibo e del mangiare. Lo stato di sonno a quello del digerire e acquisire forza dalle componenti nutritive immagazzinate dal corpo. Senza la fase REM, una delle più importanti del ciclo, e dunque senza sonno, l'organismo non viene aiutato ad elaborare l'energia, dunque a ricostituirsi. Ed è uno dei motivi per cui, se una persona soffre di insonnia, rischia di compromettere anche l'equilibrio del suo organismo. Oggi esistono molte cure praticate per combattere le forme più gravi di insonnia: dai più comuni e sconsigliabili farmaci, alle tisane, alle tecniche rilassanti, all'ipnosi. Infine, è stata elaborata una particolare "cura del sonno", praticata in alcune cliniche specializzate.
 
 
 
 

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