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Quali rischi si corrono con l'insalata in busta

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Nuovo allarme alimentare lanciato dall'Università di Leicester. Questa volta sulla graticola degli imputati finisce l'insalata in busta. Secondo un recente studio, infatti, il taglio delle foglie sarebbe causa di un aumento del batterio della Salmonella che, sigillato nella plastica, troverebbe dunque l'ambiente ideale per proliferare. L'ambiente umido della busta, unito al nutrimento rappresentato dall'insalata, costituirebbe condizione ideale per il veloce sviluppo del batterio di questa malattia così grave e pericolosa per la salute. Neanche la perdurata permanenza in celle frigorifere bloccherebbe questo proliferare ma, anzi, sarebbe un'ulteriore causa di sviluppo. La situazione peggiora se l'insalata resta in busta per lungo tempo. Infatti, gli studiosi hanno potuto osservare come su 100 batteri di Salmonella iniziali si passi a 100 mila nel giro di soli cinque giorni. Per questo, il consiglio che gli studiosi danno a tutti i consumatori è quello di utilizzare l'insalata possibilmente nello stesso giorno di confezionamento così da evitare una più lunga esposizione ai batteri. La dose di 100 mila batteri, infatti, è ritenuta più che sufficiente per causare infezioni anche gravi. Inoltre, a questo livello di carica batterica neanche un lavaggio accurato può migliorare la situazione. Tuttavia, anche per stessa ammissione degli studiosi, questa ricerca non intende demonizzare l'uso dell'insalata in busta. Infatti, questo tipo di verdura - così come tanti altri prodotti freschi che si possono comprare già lavati e puliti nel banco frigo dei supermercati - sono molto amati dai consumatori perché veloci da preparare e pratici da tenere sempre in frigo. Il consiglio, però, è quello di acquistare insalata in busta con una lunga scadenza e, possibilmente, consumarla lo stesso giorno dell'acquisto, così da evitare il profilarsi di batteri. Di altro parere, però, sono altre due ricerche recenti, sempre sullo stesso argomento. La prima è quella condotta da Jeru Barak, del Food Research Institute di Wisconsin-Madison. Secondo questa ricerca, soltanto una piccolissima percentuale di insalata in busta - precisamente fra lo 0 e il 3% - risulta effettivamente con una carica batterica talmente alta da causare problemi alla salute. La seconda ricerca è, invece, dell'Università di Reading ed è stata condotta dal Dott. Kimon Karatzas. In base a quest'ultima ricerca, le sole a non causare problemi alla salute sarebbero le verdure fresche non tagliate e non imbustate che, comunque, anche se già lavate andrebbero comunque nuovamente pulite con cura prima del consumo. In attesa che una nuova ricerca porti una conclusione più precisa, via libera all'insalata, anche in busta, perché fa bene alla salute. Sarà cura di ognuno consumarla in fretta e ben pulita, per preservarne tutte le qualità.
 
 
 
 

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