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Cos’è la diverticolite

La malattia diverticolare, nota anche con il nome di diverticolite, ha ad oggetto una sintomatologia legata alla presenza di diverticoli. Queste piccole escrescenze di tipo sacciforme, sono delle estroflessioni degli strati che compongono le pareti intestinali dei vari organi come l’esofago, il duodeno, il digiuno, l’ileo e la vescica. Ma hanno localizzazione prediletta a carico dell’intestino: il colon e soprattutto il sigma.
Sono erniazioni che possono essere isolate o, al contrario, numerose e dal diametro variabile.
Da cosa sono causati i diverticoli? Uno dei principali motivi della loro disturbante presenza nell’intestino è dovuto alla pressione che avviene al suo interno a causa di feci molto secche che causano stitichezza.
Se fino all’80 per cento dei casi i soggetti che manifestano diverticolosi non ne soffrono e restano asintomatici per tutta la vita, nei restanti casi i pazienti presentano dei disordini nella motilità intestinale.
In realtà la diverticolite si presenta come una complicanza della diverticolosi, e si manifesta come un’infiammazione generale della mucosa, che avviene a causa dell’abrasione delle feci lungo i tessuti e della conseguente proliferazione batterica. Qui si manifestano i sintomi tipici, costituiti da dolori addominali, nausea e vomito, passaggio repentino da stitichezza a diarrea e febbre. In molti casi si è soggetti anche ad emorragie.

C’è la possibilità di attenersi ad alcune regole igieniche per alleviare in parte la sintomatologia della diverticolite, come avere uno stile di vita meno sedentario e abituarsi a regolarizzare la propria evacuazione in orari precisi, senza rimandare.
Altre regole sono quelle di fare una colazione abbondante al mattino, consumare pasti regolarmente e non saltarli mai, abituandosi anche a masticare bene e ripetutamente. Accanto a tutto ciò, è utile bere molto per facilitare la motilità intestinale.
Un atteggiamento corretto è poi quello di integrare l’alimentazione con delle fibre. Oltre a verdure – preferibilmente a foglia corta perché più facili da processare si possono inserire nella dieta quotidiana la polvere di psyllo e quella di semi di lino. Entrambi non aggrediscono la mucosa intestinale e ne aiutato il regolare funzionamento.
Tra le altre verdure, si possono introdurre i pomodori senza semi (perché fastidiosissimi per i diverticoli) e i cavoli o i broccoli da consumare lessi.
Regolarmente e ciclicamente bisognerebbe assumere dei fermenti lattici. Se viene tollerato, lo yogurt va integrato nella dieta. Va moderato il consumo di carne, preferendo i cereali integrali o ben tostati. Orzo, fiocchi d’avena e fette biscottate aiutano il processo di evacuazione, esattamente come il pane tostato o raffermo, che trattiene meno i liquidi.
Le persone soggette a diverticolite soffrono spesso di meteorismo. È preferibile allora assumere del carbone vegetale o delle tisane a base di semi di finocchio.
I cibi da evitare o limitare al minimo sono invece quelli piccanti e le spezie o le salse piccanti, i fritti, le bevande gassate, il vino e gli alcolici in genere, diversi tipi di formaggi stagionati ed il cioccolato. La cottura da preferire è quella a vapore o alla griglia.
Nelle fasi acute di una diverticolite è consigliabile assumere tisane calde a base di miele e camomilla che hanno efficacia sedativa e antispastica.

 

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