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Cosa fare se si avverte un linfonodo ingrossato

I linfonodi sono comunemente definiti “ghiandole” e appartengono al sistema linfatico. Sono indispensabili nel difendere e proteggere il nostro corpo dalle infezioni, virali e batteriche, perché rappresentano i principali attori della nostra barriera immunitaria, difensiva verso gli agenti esterni.
In realtà, anche se chiamati ghiandole, si tratta di veri e propri nodi, punti di raccoglimento della linfa. Quando la concentrazione di questo liquido è alta, il linfonodo si ingrossa, e dobbiamo pensare che stia lavorando per combattere una eventuale infezione.
I linfonodi producono dei linfociti, è hanno al capacità di inglobare eventuali agenti patogeni o estranei all’organismo. Il loro ruolo è quindi quello di agire come filtro per la difesa del nostro corpo, come accade per le tonsille, insieme all’appendice e al suo tessuto linfatico.
L’ingrossamento di un linfonodo, in questo caso, è positivo, perché ci dice che il nostro corpo sta attivando delle difese immunitarie. Bisogna però anche capire da “cosa” si stia difendendo.
Il primo esame da fare, a linfonodi ingrossati, è un emocromo. Nella maggior parte dei casi, la conta dei globuli bianchi sarà superiore alla media. Gli stessi, infatti, intervengono per trasportare la linfa al nodo, e si attivano in presenza di una infiammazione. Nel caso in cui fossero regolari, potremmo invece essere in presenza di un’infezione che sta passando. In concomitanza, potremo valutare la VES, poiché anch’essa misura la presenza di una infiammazione in corso. Se anche questi valori fossero più o meno regolari, l’infiammazione sarebbe in stato remissivo.
Entrambi gli esami, tuttavia, pur avendo valori elevati, non mostrerebbero il tipo di infezione, e dovremmo eseguire altri esami.
I linfonodi si ingrossano anche per infezioni come il citomegalovirus, la mononucleosi o altre malattie virali. In altri casi le infezioni possono partire dai denti: un esempio è lo streptococco. Nei casi di tonsillite, è facile che un’infiammazione localizzata nelle vie aeree passi nel sangue. Soprattutto nei bambini, il linfonodo ingrossato è indice di un sistema immunitario che si sta formando, ma è comunque bene eseguire delle analisi, per scongiurare altri problemi. Non sempre si riesce ad individuare la causa o il momento preciso dell’infezione, ma se le zone interessate sono particolarmente gonfie, è utile procedere all’esclusione di casi clinici come i tumori.
I linfonodi sani non si notano al tatto. E per distinguerli è necessario che abbiano raggiunto un certo volume. Solo allora possiamo studiarne forma, consistenza e dolorabilità. Nei casi di infezione, gli stessi risultano infatti doloranti anche al tatto, con conseguente arrossamento della cute in loro corrispondenza dopo che li si è toccati.
Nei tumori, ad esempio, soprattutto se in presenza di metastasi, le stesse veicolano attraverso la via linfatica. Assistiamo così ad un ingrossamento considerevole dei linfonodi, che arrivano a raggiungere anche le dimensioni dell’uovo di gallina. In tali casi il linfonodo raramente è dolente, anche in caso di palpazione. La sua struttura è però molto dura. Se siamo in presenza di linfonodi dolenti, invece, ciò indica che le formazioni risultano in corrispondenza dei rami nervosi.
I linfonodi delle metastasi sono talmente mobili che è possibile spostarli anche di molto dalla loro sede, fino a quando gli stessi non aderiscono ai tessuti circostanti e ne vengono inglobati.

 

 

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2 Comments to Cosa fare se si avverte un linfonodo ingrossato
    • Martina
    • Salve,io ho un linfonodo da circa 2 mesi nel collo lato sinistro.
      Ho fatto molte analisi che hanno escluso citomegalovirus, la mononucleosi e altre malattie virali. Nessun dottore riesce a spiegarmi la causa di questo ingrossamento..ma facendo alcune ecografie e risonanza magnetica ho scoperto di averne alti intorno ma di dimensioni piu piccole…
      Il dottore che mi ha in cura mi vuole far ripetere l ago aspirato…per escludere leucemia,o comunque malattie gravi.. che cosa devo fare? dice di bucare..o d togliere direttamente…il linfonodo è regredito di poco in questi due mesi..

    • Elisa
    • Ciao Martina, io mi fiderei del mio medico e farei tutte le analisi necessarie, ago aspirato compreso, almeno ti togli il pensiero. In bocca al lupo!

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