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BI 655066: il farmaco in grado di ridurre i fastidiosi sintomi della Psoriasi

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Finalmente arriva un farmaco capace di ridurre la sintomatologia della Psoriasi. Lo studio della molecola ha mostrato risultati incoraggianti, riducendo dell'80% le lesioni. La Psoriasi è una patologia dermatologica che ha colpito almeno due milioni e mezzo di italiani. Caratterizzata dalla comparsa, diffusa o circoscritta a specifiche zone del corpo, di macchie cutanee rossastre e squamose, la Psoriasi comporta un notevole disagio sia fisico che psicologico. Fino ad oggi non possedeva una terapia specifica ma veniva trattata sintomaticamente per ridurne i disagi, con risultati approssimativi. Avendo un enorme impatto psicologico, la malattia ha spesso creato grandi disagi alle persone che ne sono affette, pur non essendo né contagiosa, né infettiva. Il nuovo farmaco, invece, sembra aver fornito risultati incoraggianti perché si è rivelato in grado di ridurre l'estensione delle lesioni e la severità delle stesse dell'80% circa, un dato estremamente importante per chi ne soffre. Non conoscendo ancora bene quali siano i fattori patogenetici alla base, secondo lo studio condotto dalla Rockefeller University l'opzione migliore è quella di agire sopprimendo una parte del sistema immunitario. Si considera, infatti, che oltre a fattori ereditari ed ambientali, possano essere causa di Psoriasi anche fattori allergici, motivo per cui agire sul sistema immunitario potrebbe migliorarne i sintomi. Già nel 2004, infatti, è stato dimostrato che l'Interleuchina-23, fattore di attivazione immunitaria, rivestiva un ruolo importante nella patogenesi della Psoriasi, per questo motivo il nuovo farmaco agisce inibendo la sua azione e conseguentemente l'attivazione delle difese immunitarie. Tra le diverse molecole farmacologiche sfruttate per lo studio, la BI 655066, sembra aver avuto la reazione migliore, infatti essa agisce come anticorpo anti-Interleuchina-23, catturandola ed impedendole di lanciare il segnale di attivazione del sistema immunitario. L'utilizzo di questa molecola su 31 pazienti affetti da Psoriasi ha dato ottimi risultati, riducendo la sintomatologia e fornendo miglioramenti duraturi. Dopo il trattamento, le lesioni analizzate hanno mostrato una riduzione sostanziale delle cellule infiammatorie tipiche della malattia, notizia estremamente positiva se si tiene presente che finora l'unico trattamento per la Psoriasi era aspecifica e basata sull'applicazione topica di creme. Il miglioramento dell'aspetto cutaneo si riflette inevitabilmente anche su quello psicologico, poiché pur essendo una patologia definibile "benigna", la Psoriasi comporta un notevole stress psicologico, riducendo l'autostima, inducendo i soggetti affetti a sentirsi respinti dalla società, poco attraenti e, conseguentemente, depressi o frustrati. La Psoriasi, inoltre, espone i pazienti ad un maggior rischio di cardiopatie, infarti ed ictus, per collegamenti patologici non ancora molto chiari.
 
 
 
 

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