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Come curare la scoliosi

Come può essere curata la scoliosi? E soprattutto, la scoliosi può essere curata? È bene precisare che siamo in presenza di una patologia che si presenta attraverso una vasta gamma di situazioni e gravità. Tuttavia, allo stato attuale in virtù della diagnosi precoce si ha la possibilità, nella maggioranza delle situazioni, di tenere sotto controllo l’evolversi del disturbo, mediante un trattamento definito conservativo. Solamente in casi molto rari, in effetti, è necessario ricorrere all’operazione chirurgica. Il trattamento conservativo varia da caso a caso, e dunque per prima cosa è opportuno individuare ogni caso, per poi in seguito andare a decidere che tipo di programma rieducativo specifico mettere in atto. Entrando nello specifico, nei casi meno gravi sarà sufficiente praticare un approccio di tipo cinesiologico apposito, con il paziente che sarà sottoposto a un impegno relativamente modesto, e che però potrà essere prolungato nel tempo fino a quando non sarà stata ottenuta una stabilità del sistema scheletrico e muscolare idonea. D’altra parte, quando bisognerà trattare casi più gravi, si renderà indispensabile l’utilizzo di un corsetto di tipo ortopedico, naturalmente specifico a seconda del genere di scoliosi, che deve essere indossato per un determinato numero di ore ogni giorno, e per un tot di tempo che varia da caso a caso. Anche in questa situazione il paziente dovrà seguire un programma cinesiterapico, anche a casa, al fine di prevenire la formazione di ipotrofia muscolare, che altrimenti sarebbe determinata inevitabilmente dalla costrizione operata dal busto. Entriamo ora nel dettaglio, e analizziamo il tipo di cinesiologia che è maggiormente indicata per quanto riguarda la scoliosi. È opportuno precisare che nell’ambito del trattamento di riabilitazione esistono differenti metodi validi e riconosciuti, che si basano sulla necessità di operare un riequilibrio tra le asimmetrie corporee globali. Tali metodi, inoltre, hanno il compito di andare a irrigidire le curve secondarie, vale a dire le curve mobili vertebrali, agendo in ogni occasione tridimensionalmente, senza dimenticare la mobilizzazione delle curve primarie, cioè a dire le regioni vertebrali che risultano eccessivamente rigide. Non manca, poi, la valutazione delle asimmetrie del bacino, del capo e degli arti, con conseguente trattamento, con conseguente automatizzazione delle posture corrette all’interno della motricità quotidiana. In sostanza, dunque, si può riassumere il tutto mettendo in evidenza che i due modi principali di curare la scoliosi consistono da una parte nell’applicazione di corsetti, e dall’altra parte nella messa in atto della ginnastica correttiva, che comunque deve essere praticata solamente con il sostegno e il controllo di professionisti. Per quanto riguarda la diagnosi della patologia, è indispensabile eseguire un’anamnesi accurata, accompagnata da una visita medica molto attenta, nell’ambito della quale vengono ricercati i caratteristici segni clinici. Pochi, ma inconfondibili. Per sicurezza, in qualche caso è necessario effettuare una nuova visita dopo qualche mese, con esame radiografico da eseguire in piedi, in proiezione frontale e in proiezione laterale, per mettere in evidenza i punti critici della colonna vertebrale che determinano la scoliosi stessa.

 

 

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