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Parti prematuri provocati da alcuni batteri

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Individuato il responsabile dei parti prematuri che secondo recenti studi è da ricercare nella stragrande maggioranza dei casi nella presenza di batteri ai quali sarebbe ascrivibile l'assottigliamento del sacco amniotico, la membrana che avvolge il feto, tanto da provocarne la conseguente rottura anticipata. Questo è quanto sostengono un gruppo di ricercatori statunitensi che hanno sondato le possibili cause dei parti pretermine, quelli cioè che avvengono prima della 37a settimana di gestazione e che quindi rischiano di mettere in serio pericolo la vita e la salute del nascituro. Il campione di donne sui quali sarebbe stato condotto questo studio ha infatti dimostrato ciò che già si pensava da tempo. In particolare, nella maggior parte dei casi esaminati, a prescindere dall'età, dalle abitudini della gestante e dal suo fenotipo, è stata registrata una maggiore presenza di tali batteri proprio in coincidenza dei punti di rottura della membrana amniotica. Sebbene la relazione tra l'elevato numero di questi batteri e la rottura della membrana rimanga poco chiara, è però plausibile pensare che tale presenza sia la causa o la conseguenza che porta all'assottigliamento della sacca e infine al parto prematuro. Lo scopo di questa ricerca, che ha portato alla scoperta dei fattori che causano i parti pretermine, è quello di trovare possibili cure preventive, laddove non ci siano altri responsabili, e aiutare ogni donna a concludere il proprio periodo di gestazione, affinché né le neo-mamme né i bambini incorrano in ulteriori rischi per la propria salute. Le complicanze non sono limitate infatti al solo parto. Tra le madri di neonati pretermine aumentano ad esempio i casi di depressione post-partum, mentre i neonati sono soggetti a complicanze respiratorie, ritardi, difficoltà nell'apprendimento e motorie e alto tasso di infertilità in adulti, solo per citarne alcune. Una conoscenza più approfondita equivale, quindi, allo sviluppo di metodi di trattamento più efficaci e alla concretizzazione di strategie di prevenzione. Futuri studi dovrebbero perciò concentrarsi a questo punto sull'individuazione delle determinate specie batteriche all'interno delle membrane fetali. L'identificazione delle specifiche specie potranno far avanzare la nostra comprensione del ruolo della presenza batterica durante il periodo di gestazione e portare a potenziali interventi terapeutici sempre più mirati.
 
 
 
 

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