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Il fumo prodotto da stufe a legna può causare malattie?

I fumi prodotti dalle stufe a legna non sono pericolosi a patto che il sistema di emissione e scarico sia montato nella maniera corretta. In caso contrario, infatti, il rischio di arrecare danni alla salute è concreto. Un acronimo molto semplice da ricordare, Ciao, evidenzia la composizione del legno: carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno. La tecnica della combustione si basa sulla piroscissione, che consiste nella riduzione di grandi molecole solide in molecole gassose più piccole, attraverso il riscaldamento. In questo modo, le molecole più piccole possono mescolarsi in maniera perfetta con il comburente. È bene ricordare che il fuoco brucia tra i 260 e i 320 gradi: per questa ragione, per fare il via all’ignizione è necessario procedere per stadi, dapprima utilizzando un cerino per accendere la carta, poi aggiungendo piccoli rami di legna secca e via via legna più grande. In presenza di queste temperature così elevate, comunque, solo il carbonio, che rappresenta la parte più volatile del legno, brucia con una certa facilità, laddove altri gas che vengono prodotti e che pure sono profondamente combustibili scappano dalla canna fumaria, e così non vengono utilizzati per riscaldare il locale. Tra questi gas, il più conosciuto è il monossido di carbonio, che è insapore, inodore e poco più pesante dell’aria. Entriamo nello specifico, e andiamo a scoprire quali sono le caratteristiche del monossido di carbonio. Esso ristagna nelle parti basse della stanza. Tutti noi sappiamo che il monossido di carbonio è altamente velenoso: il motivo va ricercato nella sua capacità di miscelarsi con l’emoglobina presenta nel sangue in maniera irreversibile. Non è un caso, che i primi a subire gli effetti di tale gas siano gli animali domestici, specie se di piccola taglia. Tutto questo, è bene specificarlo, avviene solo in quei locali che non hanno sfoghi verso l’esterno, o che presentano stufe con sistemi di scarico non ottimali. In tutti gli altri casi, non si corre nessun pericolo. Cosa succede quando il monossido di carbonio penetra nell’organismo umano? Le persone perdono la capacità di reagire, e quindi di chiedere aiuto. Non è raro che esse svengano e cadendo a terra vadano ad assumere quantità di monossido ancora maggiori. Tale gas si forma già a partire dai 200 gradi, ed è causato principalmente da una combustione incompleta. È bene ribadire ancora una volta che un errato o assente smaltimento di monossido di carbonio nell’atmosfera è dovuto esclusivamente a un sistema di scarico inefficiente, e o a un sistema di areazione dei locali che presenta un cattivo funzionamento. Da ciò discende che il fuoco non solo è poco conveniente, perché sfrutta una bassa quantità dell’energia presente nella legna, ma è anche dannoso perché produce gas tossici. Da qui sembra evidente l’importanza di tenere sotto controllo la propria stufa a legna, per evitare conseguenze a dir poco pericolose. Concludiamo segnalando, dunque, che il fuoco e il fumo rappresentano elementi potenzialmente pericolosi, che tuttavia, se trattati ricorrendo ai giusti parametri di sicurezza, non determinano il minimo pericolo e anzi rappresentano solamente un beneficio e un vantaggio per chi decide di farvi ricorso.

 

 

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