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Lo stress cronico favorisce ansia e disordini dell'umore

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Il recente studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'università di Berkley, in California, ha messo in luce i preoccupanti legami tra lo stress cronico e il venir meno dell'equilibrio tra le varie aree del cervello, in particolare tra materia bianca e materia grigia. Le conseguenze di questo sbilanciamento possono essere disturbi mentali, ansia e disordini dell'umore. Chi è sottoposto a uno stress costante e incalzante, sembrerebbe perdere progressivamente il proprio equilibrio celebrale. La dottoressa Daniela Kaufer, a capo del gruppo di ricerca di Berkley e prima autrice dell'articolo pubblicato recentemente su Molecular Psychiatry, afferma che lo stress prolungato agisce sul cervello causando l'aumento della produzione di cellule che sintetizzano la mielina, una sostanza che riveste i neuroni, la quale di fatto manda in tilt il delicato sincronismo con cui le aree del cervello comunicano tra loro. La biologa ha spiegato che gli studi del team da lei guidato si sono concentrati soprattutto sull'ippocampo, l'area del nostro cervello che regola le emozioni e la memoria: uno squilibrio dovuto a stress potrebbe far sì che l'ippocampo sviluppi un legame particolare con l'amigdala, responsabile dell'aggressività, dunque le emozioni sarebbero così incanalate in una direzione violenta piuttosto che mitigate ed elaborate, come dovrebbe avvenire in condizioni normali. Uno squilibrio acuto potrebbe portare, nei casi più gravi, a depressione, sindromi da deficit di attenzione o addirittura suicidio. Nella primavera del 2013, la dottoressa Kaufer, che già stava lavorando a questa ricerca, aveva affermato, come riportato dalla rivista americana Forbes, che picchi di stress potrebbero rivelarsi utili per il nostro cervello, sviluppandone la reattività. Oggi, questi risultati non sono smentiti, ma piuttosto ulteriormente precisati: se dei picchi acuti di stress possono essere addirittura salutari per la nostra attività mentale, è lo stress prolungato e intenso a logorare letteralmente il nostro cervello, fino a rendere le nostre performance cognitive drammaticamente deludenti. Il cervello sottoposto a stress costante non è stimolato, ma frustrato e perde la propria capacità organizzativa. La dott.ssa Kaufer ha raccomandato una regolare attività fisica: questa ci aiuterebbe a far fronte allo stress e ai suoi effetti collaterali. E' infatti noto che, livelli alti di stress possono essere responsabili di problemi cardiaci e aumentano il rischio di cancro, ci impediscono di dormire bene e sviluppano ansia crescente. L'attività fisica servirebbe a controbilanciare la pressione imposta da uno stress costante, aiutandoci a mantenere i nervi saldi.
 
 
 
 

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