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Conoscere la meningite: forme, sintomi, gravità e cure

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La meningite è la più pericolosa e fulminea patologia generata da gravi processi infiammatori. Diagnosticarla in tempo per curarla velocemente è, sicuramente, fondamentale. Una reale prevenzione, purtroppo, non esiste. E' bene adottare delle norme comportamentali dell'igiene, come il lavaggio frequente delle mani, oppure l'areazione degli ambienti chiusi in caso di affollamento nei periodi in cui è alto il picco influenzale. Il contagio, infatti, avviene proprio per lo scambio di invisibili gocce di liquidi del naso e della gola provenienti da una persona infetta. Esistono due tipi di meningite: quella batterica e quella virale. La prima è la più fatale soprattutto per la velocità con cui avanza. Colpisce chiunque, ma sono più esposti coloro che presentano deficit nelle difese immunitarie come, ad esempio, i bambini (maggiormente i lattanti) perché prolifera tra quei batteri che sono più a stretto contatto con loro. Questi sono il meningococco, lo pneumococco e l'emofilo (o HIB). Il meningococco (Neisseria meningitidis) è un batterio presente nel naso e nella gola dell' 1-2% della popolazione sana, ma non per questo sviluppa la malattia. Infatti, solo cinque, dei 13 ceppi fino ad oggi scoperti, possono degenerare. Lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae), anch'esso presente nel naso e nella gola di persone sane, degenera in caso di forte infezione sviluppando gravi patologie come bronchiti e polmoniti a volte fatali. Infine, il batterio emofilo (HIB - Haemophilus influenzae tipo b), fino ai primi anni novanta era tra le cause maggiori di mortalità ma, grazie all'inserimento obbligatorio del vaccino, è oggi quasi del tutto debellato anche se, specifichiamo, previene le forme principali ma non tutte quelle da lui generabili. La meningite virale (anche asettica), invece, è una forma meno diffusa il cui agente infettivo non è un batterio, bensì, un herpes virus. In questo tipo di meningite, troviamo ad esempio l'HIV (AIDS) che peggiora tra pazienti con bassissime difese immunitarie. Troviamo poi, la meningite neoplastica che porta gravi complicazioni neurologiche ed, infine, la meningite chimica causata, ad esempio, da mezzi di contrasto, chemioterapie o anestesie spinali. In caso di contagio, qualunque tipo essa sia, è fondamentale che sia diagnosticata il più velocemente possibile. Non sempre, però, la diagnosi è semplice, poiché spesso la meningite viene confusa, a causa dei sintomi iniziali, con una banale influenza. I sintomi successivi, però, che portano ad un veloce degenerazione della malattia, sono lampanti: febbre alta, vomito, mal di testa e, soprattutto, rigidità nucale spesso accompagnati da sonnolenza e petecchie. A questo punto, bisogna subito somministrare l'antibiotico scelto in base ai sintomi più o meno gravi che presenta il paziente e spesso bisogna associarlo a cortisone.
 
 
 
 

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