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Morbillo, una malattia ancora letale

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I numeri resi noti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro. Nell'arco temporale che va dal 2000 al 2015, il vaccino contro il morbillo ha contribuito a ridurre del 79% i decessi dovuti a questa malattia. Questo vuol dire che, in poco più di 15 anni, sono stati salvati più di venti milioni di bambini in tutto il mondo. Campagne di sensibilizzazione e vaccinazioni a tappeto hanno portato a questo importante traguardo. Ma la strada è ancora lunga. Un recente rapporto stilato dall'OMS e dall'Unicef, in accordo con il Gavi e il Cdc, ha evidenziato come ancora oggi di morbillo si muore. In realtà localizzate, in Congo, in Etiopia e in India quasi 400 bambini al giorno perdono la vita a causa di questa malattia. Le competenze tecniche e scientifiche acquisite in materia sono state enormi e importanti, ma il percorso è ancora lungo e irto di difficoltà. La totale eradicazione del morbillo è possibile. Jean Marie Okwo-Bele, direttore del dipartimento vaccini dell’Oms, ha presentato una relazione in cui si evidenzia come l’anno scorso, in una regione delle Americhe, il morbillo è stato completamente debellato. Occorre soltanto una precisa volontà politica che consenta uno sforzo comune e una sensibilizzazione mirata a tale problematica. Economicamente poco impegnativa e semplice da realizzare, la prevenzione del morbillo tramite il vaccino è un preciso impegno politico e civile, continua il rapporto dell’Oms. Allarmante è il dato relativo a casi di morbillo nel 2015 in Germania e in Mongolia. In questi paesi si sono riscontrati decessi di persone anziane a causa del virus. Tali eventi luttuosi testimoniano come sia necessario vaccinare non soltanto i bambini, ma anche tutti gli adolescenti che non siano mai stati vaccinati o che abbiano saltato i necessari richiami nel tempo. Prevenzione come direzione obbligatoria: un obiettivo fondamentale, confermano gli esperti. Tale pensiero è supportato dai dati clinici. Nel 2015 si è registrato in Europa un decesso infantile, un chiaro segnale che la sensibilizzazione della società in materia ancora non ha raggiunto l'obiettivo programmato dall'Oms. Dal 2010 sono raddoppiati i casi di malattia, evidenziando che gli individui non vaccinati possono essere veicoli per la nefasta diffusione di tale malattia.
 
 
 
 

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