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Menopausa precoce: a rischio la funzione cognitiva

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Secondo lo studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia e Ricerca Clinica della struttura ospedaliera francese 'La Colobière', con sede a Montpellier, la menopausa precoce potrebbe provocare danni alle funzioni cognitive. Con questa denominazione si intende la menopausa che giunge prima dei quarant'anni d'età, come conseguenza di problemi fisiologici o a seguito di interventi chirurgici invasivi, come ad esempio l'ovariectomia bilaterale. Le analisi sono state effettuate su ben 4.868 donne, e per sette anni sono state monitorate costantemente le loro funzioni cognitive, tramite i risultati conseguenti ad alcuni test. In totale ci sono stati quattro test, uno eseguito all'inizio, per determinare le capacità di ogni paziente, ed in seguito ne sono stati effettuati altri tre, al secondo quarto e settimo anno. Ovviamente i dati sono stati sono stati messi in relazione alla tipologia di menopausa, a seconda che questa sia avvenuta spontaneamente o di riflesso ad un'operazione chirurgica, e all'utilizzo delle terapie ormonali sostitutive. I dati in possesso certificavano che il 79% delle donne interessate avevano raggiunto il periodo di menopausa in modo naturale, a fronte di un 10% di casi chirurgici e un ulteriore 11% causato dall'esposizione a radiazioni o chemioterapie. Sul totale delle pazienti analizzate, il 7.6% aveva raggiunto la menopausa prima dei quarant'anni, e il 12.8% in una fascia compresa tra i quarantuno e i quarantacinque. In entrambi i casi il rischio di deficit delle facoltà cognitive è risultato aumentare del 40%, specialmente in quei settori del cervello che coordinano la capacità di espressione orale e la memoria visiva. Inoltre, la possibilità di un decadimento della velocità psico-motoria, ovvero la coordinazione tra impulsi cerebrali e muscoli, è aumentata del 35%. Nel complesso, in tutta la durata del periodo di analisi, si è potuta osservare una generale diminuzione delle funzioni cognitive complesse. Il pericolo di demenza è stato comunque scongiurato, anche se i risultati non sono di per sé confortanti. A proposito è intervenuta Joanne Ryan, del dipartimento di neuropsichiatria della struttura francese, confermando in sostanza quanto rilevato dai test:
"sia la menopausa chirurgica precoce che l’insufficienza ovarica prematura sono state associate a effetti negativi a lungo termine sulla funzione cognitiva, che non sono interamente compensati dal trattamento ormonale della menopausa".
In aggiunta è stato provato che adottare un trattamento ormonale nel caso in cui la menopausa arrivi prima del tempo, potrebbe nel migliore dei casi aumentare le capacità inerenti alla memoria visiva, ma ciò avverrebbe a scapito della fluidità verbale, che resterebbe comunque compromessa, anche se parzialmente. Infine, sempre Joanne Ryan, ha sottolineato quanto sia importante considerare tutti i fattori quando si sceglie di effettuare un intervento di ovariectomia, specie tra le pazienti più giovani. Infatti queste devono essere coscienti di andare incontro al rischio di menopausa precoce, con tutte le conseguenze negative del caso confermate dallo studio. Insomma, maggiore attenzione e consapevolezza sono fortemente indicate.
 
 
 
 

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