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Cos'è la pielonefrite acuta

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Per pielonefrite acuta si intende una forte infiammazione, dovuta ad infezione batterica, che coinvolge la pelvi renale ed il rene. Poco frequente negli uomini che abbiano una via urinaria normale, è più frequente nelle donne, che abbiano delle batteriemie acquisite. In questi casi la maggior parte di queste sono attribuibili a pielonefrite. La forma acuta è una degenerazione dell'infiammazione. Questa si verifica per via di alcuni batteri coliformi, lo Pseudomonas ed il Proteus, microrganismi che raggiungono il rene seguendo il circolo sanguigno. Gli stessi provengono dall'intestino o da un focolaio di infezione che si sia localizzato a carico delle basse vie urogenitali. In casi meno frequenti, le pielonefriti sono invece il risultato di batteriemie con germi virulenti come la Salmonella o lo Staphylococcus aureus. Quali sono le cause scatenanti di una pielonefrite? Sicuramente vi sono condizioni che predispongono il soggetto alla sua insorgenza, come il ristagno dell'urina o la presenza di calcoli, ma anche malattie come il diabete e altre sintomatologie debilitanti. Altra predisposizione è data dalla gravidanza, poiché l'utero, appesantito dal feto potrebbe comprimere le vie di evacuazione. Lo stesso può accadere quando, sempre nelle donne gravide, vengano effettuate manovre di tipo strumentale o cauterizzazioni vescicali. Se una pielonefrite cronica si manifesta a tratti asintomatica, ma con periodi di riacutizzazione, la pielonefrite acuta manifesta una molteplicità di sintomi immediati. Dolore, febbre, brividi, nausea e vomito, dolenzia alla bassa schiena e disturbi gastrointestinali ma soprattutto nella eliminazione dell'urina. Si avverte infatti bruciore, dolore e una eccessiva frequenza dello stimolo. L'urina espulsa è quasi sempre torbida e maleodorante. Alla palpazione si sente un rene ingrossato e dolente e un intenso dolore costo vertebrale riscontrabile dal lato infetto. La sua terapia si basa sulla somministrazione di alcuni antibiotici che abbiano una efficacia mirata in base all'esito ottenuto dall'urinocoltura. Gli antibiotici indicati sono i fluorochinoloni ed il cotrimoxazolo; l'imipenem e le cefalosporine di III generazione. La completa guarigione dipende dalla tempestività con la quale viene eseguita la terapia. I problemi maggiori possono sussistere nella forma cronica, nella quale la cura, sempre antibiotica, dà risultati modesti quando si siano innescati meccanismi importanti come l'ipertensione arteriosa, che può aver già predisposto all'asportazione chirurgica del rene compromesso. Prevenire una pielonefrite acuta si può, tenendo sotto controllo gli episodi di infezione delle vie urinarie alle quali si è soggetti, soprattutto nelle donne. Se si va incontro ad almeno 3 fenomeni di questo tipo durante l'anno, è consigliabile urinare appena dopo un rapporto sessuale ed evitare l'uso del diaframma. Per ridurre fenomenico me la batteri uria e la piuria può aiutare bere il succo di mirtillo. Eventualmente si può integrare la profilassi con un antibiotico da assumere per via orale. Un basso dosaggio può aiutare ad eliminare l'incidenza di una infezione recidivante. Lo stesso dopo un rapporto sessuale. Lo stesso per le donne in gravidanza e per quelle in post menopausa. Si esegue una terapia antibiotica dietro stretto controllo medico, alla quale va associata, in menopausa, una terapia estrogenica.
 
 
 
 

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