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La depressione nel morbo di Parkinson è troppo spesso trascurata

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La depressione rientra fra le molteplici sintomatologie legate alla malattia di Parkinson ma, nella maggior parte dei casi, non viene trattata. L’ha costatato uno studio, pubblicato sulla rivista Journal of Parkinson’s Desease, condotto da alcuni ricercatori della Northwestern Medicine e della National Parkinson’s Foundation.

Da quanto emerge dall'analisi, la depressione collegata al Parkinson non è curata in alcun modo. Esaminando i dati contenuti negli archivi della National Parkinson’s Foundation, i ricercatori hanno studiato la situazione riguardante 7000 pazienti malati di Parkinson e hanno evidenziato che circa un quarto di questi erano depressi. Gli studiosi hanno rilevato che solo un terzo dei soggetti aveva ricevuto adeguate cure farmacologiche per la depressione, prima che lo studio iniziasse. I restanti pazienti, non trattati per la depressione, sono stati monitorati per un anno e solo il 10% ha ricevuto terapie, mentre agli altri non sono stati neanche forniti supporti psicologici. Il coordinatore della ricerca, il dott. Danny Bega, ha affermato che sarebbe importante fare sempre approfondimenti su una persona depressa, per capire se è presente la malattia di Parkinson. Questa dovrebbe diventare la routine, per limitare un eventuale peggioramento, mediante la somministrazione di antidepressivi. È noto che il morbo di Parkinson, malattia degenerativa di alcune cellule del cervello, crea disagi fisici, come difficoltà a camminare, disturbi dell’equilibrio, problemi nel linguaggio, tremori. Era già risaputo che la patologia si manifesta molto frequentemente anche con disturbi della sfera psichica, come demenza e depressione, e la ricerca lo conferma. Alcune statistiche evidenziano che la depressione è presente nel 40% dei casi ed è caratterizzata da forti stati d’ansia, tristezza e irritabilità. Molte volte la depressione, in chi è affetto dal morbo di Parkinson, è più difficile da diagnosticare, a causa dell’assenza di espressioni ed emozioni sul viso del malato. Questi, infatti, tende a perdere parzialmente la mimica, a causa della malattia, che riduce i movimenti. I ricercatori si auspicano, anche alla luce dei nuovi studi, che ogni forma depressiva possa essere tenuta nella dovuta considerazione, poiché potrebbe essere un campanello d’allarme della malattia di Parkinson, manifestandosi anche diversi anni prima rispetto ai sintomi motori. Gli interventi terapeutici sui malati dovrebbero comprendere anche soluzioni per il disagio psichico, che migliorino la qualità della vita. La depressione in questi pazienti, se non curata, arriverebbe anche a causare un peggioramento dei sintomi motori. Nei casi più gravi, essa potrebbe assumere forme incontrollate e tali da condurre a pensieri suicidi. Il dott. Danny Bega sostiene che sia importante anche valutare e approfondire quanto siano efficaci le cure per la depressione nei malati di Parkinson.
 
 
 
 

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