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Come si manifesta la pertosse

Come si manifesta la pertosse? La sintomatologia di questa malattia consiste in un periodi iniziale di incubazione, che solitamente dura una decina di giorni, durante la quale si presentano febbre leggera, un po’ di tosse, rinorrea, cioè perdita di sangue dal naso, e starnuti. In seguito, prende il via il periodo catarrale, che si contraddistingue per un peggioramento evidente dei sintomi appena descritti. Inoltre, la tosse si intensifica, e si presenta sotto forma di attacchi parossistici tipici della malattia. In particolare, nella fase in cui la pertosse si sviluppa pienamente, gli attacchi di tosse si susseguono con frequenza intensa, spesso anche nel giro di pochi minuti, e il loro effetto è quello di lasciare spossato il soggetto coinvolto. Mangiare e dormire risulta molto difficile. Nei bambini, si può verificare un notevole dimagrimento, dovuto allinappetenza e in ogni caso alla difficoltà a mangiare. Non solo: possono verificarsi accessi molto violenti, nel corso dei quali si manifestano addirittura rigonfiamenti dei vasi venosi del collo. In alcuni casi, la pressione delle vene può aumentare a tal punto che compaiono ecchimosi sottocongiuntivali, che in ogni caso non devono suscitare preoccupazione. Non creano problemi e scompaiono nel giro di poco tempo. Il periodo dei parossismi dura al massimo due o tre settimane: a esso fa seguito un lungo periodo di remissione, nel corso del quale gli attacchi di tosse non svaniscono, ma si presentano con frequenza piuttosto bassa. In generale, si può considerare guarita la pertosse circa due mesi dopo che sono comparsi i primi sintomi. Spesso la pertosse viene indicata anche come tosse asinina, visto che al termine di un accesso di tosse il soggetto emette un suono simile al raglio di un asino. Ma come si manifestano gli accessi? Come riconoscerli? Essi consistono in una serie di colpi di tosse ripetuti, espirazioni forzate che si susseguono senza sosta e senza che l’individuo abbia la possibilità di riprendere fiato. Infatti, è solo alla fine dell’accesso che avviene l’inspirazione, che per altro è molto rumorosa: il raglio cui accennavamo poco fa. La pertosse, in sintesi, costituisce una malattia infettiva, alquanto contagiosa, che viene trasmessa da un individuo malato a un individuo sano attraverso la liberazione nell’ambiente delle secrezioni respiratorie, secrezione che avviene con i colpi di tosse e la respirazione. Nella maggioranza delle situazioni, la pertosse si contrae durante l’età infantile. Il batterio che provoca la malattia dopo aver aderito alla superficie dell’epitelio comincia a riprodursi, senza andare a occupare le cellule della mucosa. Ne consegue un’infiammazione acuta che riguarda le cellule di superficie, le quali subiscono ulcerazione e necrosi. A essere interessati sono i bronchioli e i bronchi, e in alcuni casi la produzione di muco può essere così consistente da determinare problemi di ventilazione, specialmente nei bambini più piccoli. Se vediamo che il nostro bambino, dunque, per una o due settimane di seguito tossisce ed è colpito da una febbricola leggera, probabilmente è stato colpito da pertosse, ancora nella fase catarrale. Nei lattanti, inoltre, la malattia è pericolosa perché può provocare apnee, ma sono molto rari i casi in cui si manifesti in forma letale.

 

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