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I sintomi dei calcoli biliari

I calcoli biliari costituiscono un’affezione caratterizzata dalla presenza di calcoli all’interno della colecisti o all’interno del dotto biliare, che trasporta la bile dalla cistifellea all’intestino. Queste formazioni di calcoli sono strutture cristalline che derivano da costituenti in eccesso presenti nella bile. In base al costituente da cui traggono origine, i calcoli si dividono in:
• calcoli colesterinici, formati dal colesterolo;
• calcoli misti, che si originano dal colesterolo, dai sali di calcio e dagli acidi grassi;
• calcoli pigmentari, originari dai pigmenti biliari.
La formazione di calcoli può essere conseguenza di vari fattori. In primo luogo, i calcoli biliari possono essere causati da un aumento del colesterolo nel sangue provocato da obesità, diete ipercaloriche o anche fattori genetici. Inoltre, i calcoli sono legati anche alla diminuzione della secrezione di sali biliari dal fegato, in seguito a malattia epatiche o a predisposizioni genetiche. Infine, i calcoli possono essere causati anche da malattie metaboliche o da cattive abitudini alimentari, quali ad esempio l’abuso di alcol, le diete povere di fibre vegetali e le diete drastiche.
I calcoli possono restare silenti all’interno della colecisti oppure fuoriuscire da essa e andare ad ostruire il dotto biliare causando una colica con dolore e infiammazione piuttosto intensi. Le coliche, cioè la manifestazione intensa del dolore, possono durare da 30 minuti a 3 ore e sono caratterizzate da un dolore improvviso nel quadrante superiore destro dell’addome, al di sotto dello sterno, che può estendersi fino alla schiena o alla spalla destra. Tra i sintomi ci sono anche indigestione, eruttazioni frequenti, dispepsia, febbre e brividi, nausea e vomito. La presenza di calcoli renali in questo caso viene diagnostica tramite un’ecografia o una colecistografia, ovvero un esame radiologico fatto con l’iniezione di una sostanza di contrasto, necessaria in quanto i calcoli biliari sono trasparenti ai raggi X.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i calcoli biliari non provocano disturbi e sintomi particolari e in tal caso vengono scoperti nel corso di altre indagini diagnostiche.
La terapia farmacologia per la cura delle coliche biliari prevede l’uso di farmaci antinfiammatori e farmaci antispastici. Per quanto riguarda le formazioni dei calcoli si può fare ricorso a farmaci in grado di sciogliere lentamente i calcoli di colesterolo: questi vanno assunti per lunghi periodi di tempo, ma nella maggior parte dei casi non sono risolutivi in quanto si va incontro a calcoli recidivi. In generale, quindi, risulta necessario ricorrere all’intervento chirurgico, che può essere effettuato per via endoscopica oppure mediante ultrasuoni in grado di frantumare i calcoli.
Da sottolineare, infine, l’importanza della prevenzione: è opportuno cercare di tenere sotto controllo le malattie che influiscono sulla formazione dei calcoli, quali ad esempio il diabete e la cirrosi epatica, e adottare delle corrette abitudini alimentari.

 

 

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