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I sintomi dell’artrite all’anca

L’artrite è una patologia infiammatoria che può colpire diversi organi. Ne sono riconosciute almeno cento tipologie, tra le quali quella dell’anca, che viene definita artrosi, e colpisce le cartilagini articolari in misura cronica, con un interessamento secondario che riguarda l’osso, la sinovia e la capsula.
Questa patologia colpisce in modo indifferenziato le articolazioni del ginocchio, le vertebre e l’anca, ed è degenerativa. Interessa prevalentemente gli anziani e i soggetti di sesso femminile, ma in molti casi le viene riconosciuta una matrice genetica. Nella stessa famiglia si può assistere a casi di artrosi dell’anca anche per tre generazioni successive.
Quando si parla di artrosi all’anca, si fa riferimento ad una sintomatologia dolorosa che avvolge tutta la struttura dell’articolazione, e che arriva anche fino al tallone.
I sintomi iniziali sono caratterizzati da una forte infiammazione e rigidità all’inguine, fitte dolorose e improvvise all’intera coscia e in corrispondenza della natica già quando ci si alza al mattino.
La fase successiva distingue la comparsa del dolore in un andamento che comprende tre fasi: una prima fase di indolenzimento al risveglio, una sua diminuzione graduale nel corso della giornata e la sua ricomparsa verso sera o nel caso di un impegno consistente dell’articolazione (ad esempio la ginnastica o una passeggiata più lunga del solito). In questa fase sarà prezioso il riposo, al fine di diminuire l’intensità del dolore.
L’avanzare della malattia tende a diminuire progressivamente in modo graduale la mobilità dell’anca dal punto di vista dei suoi movimenti classici: rotazione, estensione e flessione. Per una persona colpita da artrosi all’anca diventa a volte difficile sostenere un passo lungo, divaricare le gambe, accavallarle, salire o scendere le scale, e compiere con scioltezza dei movimenti che fino a poco tempo prima considerava normali, come quello di allacciarsi le scarpe. Quando si è in uno stadio più avanzato, è possibile notare delle piccole escrescenze ossee, con l’ispessimento della sinovia e nei casi più gravi un blocco totale dell’articolazione.
Una diminuzione dei movimenti, e dell’attività fisica causata dal dolore determinerà l’indebolimento della muscolatura a sostengo dell’anca, determinando una ipotono-ipotrofia dei muscoli del gluteo.
Le terapie per combattere l’artrosi all’anca sono diverse e dipendono molto dallo stadio della malattia. In ogni caso la limitazione funzionale dell’arto va affrontata in maniera rapida, per evitare una degenerazione dell’arto che porti alla necessità di un’operazione.
Il movimento intenso è in genere sconsigliato, soprattutto se la cartilagine dell’anca si è assottigliata, cosa che accade con il progredire della malattia. Uno specialista può consigliare una buona ginnastica posturale che non sovraccarichi l’articolazione, ma la “sciolga”, attraverso una terapia dolce che consenta, dove necessario, una corretta diminuzione del peso corporeo, che possa aiutare l’anca. Per artrosi di entità minore sono consigliate anche terapie osteopatiche, che “riassestano” l’equilibrio dello scheletro, agendo anche sul complesso anca-femore, rimettendo in moto nella maniera corretta l’articolazione colpita.

 

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