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Come curare le vesciche che si formano dopo una scottatura

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Le scottature vengono classificate in tre gradi di gravità: le scottature di primo grado interessano l'epidermide e provocano l'arrossamento della pelle, un suo leggero gonfiore ed una sensazione di fastidioso dolore e pizzicore; le scottature di secondo grado interessano anche il derma, possono provocare la formazione di vesciche piene di liquido e sono molto dolorose; le scottature di terzo grado interessano gli strati più profondi della cute, sono caratterizzate da un forte inspessimento ed indurimento della pelle, con zone necrotiche ed assenza di dolore, in quanto le terminazioni nervose sono distrutte. Chiaramente questo tipo di ustione richiede assolutamente l'assistenza medico-ospedaliera. Se non si tratta di un'ustione grave, la prima cosa da fare è bagnare la parte scottata con acqua fredda corrente per almeno dieci minuti, al fine di bloccare la propagazione del calore in profondità, calmare il dolore, ridurre il gonfiore e cercare di evitare la formazione di vesciche. Le vesciche sono una reazione di cura e difesa del corpo, che produce un siero avente il compito di lenire, idratare e proteggere la parte scottata da infezioni fino a che non si sia formato un nuovo strato di pelle che vada a ripristinare le normali condizioni della cute. Se, nonostante il pronto raffreddamento dell'area scottata con acqua corrente fredda (o altri liquidi freddi, come latte o bibite, ma non ghiaccio, che produrrebbe uno sbalzo termico eccessivo e dannoso per la pelle, né liquidi alcoolici, che inaridirebbero ulteriormente la parte lesa), si formano comunque delle vesciche, è quindi opportuno non bucarle per far uscire il liquido che contengono, ma idratarle e proteggerle con una fasciatura di garza o un cerotto ed aspettare che il liquido all'interno si riassorba da solo. Solo quando ciò sarà avvenuto, si potrà staccare delicatamente (se non cade da sola) la pelle morta che sarà rimasta in superficie. È importante che la fasciatura consenta la traspirazione della pelle e che venga cambiata quotidianamente per evitare infezioni. Se, nonostante tutte le attenzioni del caso, la vescica dovesse accidentalmente rompersi, bisogna rimuovere con cautela i brandelli di pelle e mantenere la ferita disinfettata, pulita e protetta per evitare infezioni. Generalmente le vesciche intatte impiegano circa due settimane a guarire e a scomparire completamente, mentre se si rompono possono volerci alcuni giorni in più, in quanto il liquido contenuto nella vescica svolge anche un'azione accelerante del processo di cicatrizzazione e rigenerazione dei tessuti sottostanti. In ogni caso e anche dopo la completa guarigione, è bene non esporre la zona scottata al sole per alcuni mesi e proteggerla con creme dotate di filtri antisolari
 
 
 
 

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