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Quando lo shopping diventa una dipendenza

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Già gli studiosi avevano dimostrato che chi usa lo shopping come antidepressivo non fa buoni affari perché il cattivo umore peggiora la nostra capacità di scelta ma, adesso, dalle pagine di Frontiers in Psychology, arrivano altre novità a mettere in guardia gli amanti delle vetrine. E' stata infatti stilata una lista dei 7 sintomi che accompagnano la dipendenza da shopping! Per prima cosa, devono preoccuparsi tutti coloro che pensano troppo spesso agli acquisti che vogliono fare, siano essi imminenti o, peggio ancora, futuri. Va anche peggio per chi trae eccessivo piacere dallo spendere, magari acquistando anche oggetti superflui. Se è normale sentirsi appagati nel comprare qualcosa di utile o un oggetto che desideriamo particolarmente, lo è assai meno godere di ogni genere di acquisto. Oltre un certo limite potrebbe addirittura scattare la compulsione. La cosa si fa davvero grave se ci si accorge di non saper resistere alle vetrine tanto da mancare a degli impegni. Chi per visitare i negozi fa tardi agli appuntamenti, salta la scuola o, addirittura, il lavoro, probabilmente ha un problema di cui deve prendere coscienza. Da non sottovalutare  c'è il sintomo che, più di tutti, dovrebbe mettere in guardia dal rischio che si corre. La dipendenza da shopping è già in stadio avanzato se ci si accorge di avere bisogno di aumentare progressivamente il numero di acquisti, con l'ovvia conseguenza di rendere il vizio sempre più costoso. Infatti, col tempo, qualcuno non riesce più a sentirsi appagato con le solite spese ed è allora che inizia un'escalation di acquisti alla ricerca di una soddisfazione che sembra non arrivare più. Quando ci si accorge di esagerare con lo shopping, di solito, iniziano a comparire i buoni propositi. Molte persone, però, da sole non riescono a mantenerli e, per quanto ci provino, senza un aiuto continuano a disattendere i limiti di spesa che si erano prefissati. La sensazione di malessere che assale coloro ai quali viene impedito di uscire per lo shopping è un ulteriore segnale. Se una persona cara cerca di aiutare chi è caduto nella dipendenza tenendolo lontano dalle vetrine, ecco che scatta l'astinenza. Situazione, questa, tanto più delicata da gestire quanto più il vizio è radicato. Infine, l'ultimo stadio si rivela quando ci si accorge di aver intaccato le proprie risorse economiche per via dell'incapacità di rinunciare agli acquisti. La dipendenza da shopping colpisce soprattutto le donne in età adulta. A correre il rischio maggiore è chi ha problemi d'ansia, depressione e scarsa autostima. Non bisogna sottovalutare il problema e, al contrario, è bene farsi aiutare se ci si riconosce in almeno quattro dei sintomi sopra citati. Chi prende lo shopping con moderazione e in maniera sana lo percepisce come un momento piacevole nel contesto della regolare vita sociale e in nessun modo lo avverte come una necessità o, peggio, come un modo per sfuggire all'infelicità.
 
 
 
 

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