Clamidia: un’infezione sessualmente trasmissibile

La Clamidia è un’infezione sessualmente trasmissibile tra le più comuni, colpisce maggiormente le donne creando anche problemi di sterilità.

Chlamydia trachomatis è il nome del batterio che provoca l’infezione, si trasmette attraverso rapporti sessuali di ogni genere, vaginali, anali o orali, si trasmette anche da donna a feto, spesso è esente da sintomi veri e propri.

Il 70% delle persone che contrae la Clamidia, non riscontra fastidi durante le due settimane successive al contagio, per poi notare quasi sempre, solo alcune perdite, per quanto riguarda le donne, o un prurito uretrale per gli uomini, per la scarsa “quantità” di sintomi, la Clamidia si è conquistata il titolo di “ infezione silenziosa “.

L’infezione interessa nella maggior parte, donne sessualmente attive, sviluppando il picco di incidenza verso i 20 anni, ma gli uomini non sono esenti da questa infezione, sia eterosessuali che omosessuali.

La Clamidia, quando manifesta i suoi sintomi, non va assolutamente sottovalutata, pur non essendo tanto diversa dalle altre infezioni, può causare danni seri all’apparato riproduttivo, specie nelle donne, arrivando anche a rendere sterili, infatti se l’infezione colpisce la cervice e viene sottovalutata e non trattata adeguatamente, si sposta fino all’utero, creando problemi alle tube, fino ad ostruirle nei casi più gravi, portando la sterilità, questa conseguenza è possibile anche negli uomini, l’infezione colpendo i testicoli può provocare una sterilità.
Le persone che contraggono la Clamidia hanno il rischio 5 volte più alto di contrarre l’HIV.

I sintomi più comuni per le donne sono:
perdite sanguinolente al di fuori del periodo mestruale
dolore durante la minzione
dolore nella parte inferiore dell’addome
dolore durante o dopo il rapporto sessuale

Per gli uomini:
prurito uretrale
fastidi testicolari
dolore durante la minzione

Nei casi in cui sia trasmessa a livello anale, può provocare la Proctite, i sintomi sono:
spasmi anali con frequente sensazione di bisogno di defecare
dolori rettali

Il modo più efficace per diagnosticare la Clamidia è il tampone vaginale per le donne, analisi delle urine, ma anche test di ultima generazione che danno i risultati in tempi brevissimi.
Le cure per contrastare la Clamidia, sono a base di antibiotici, in genere i più comuni sono quelli a base di tetraciclina che va assunta oralmente, in gravidanza è comune l’uso di amoxicillina sempre per via orale, in entrambi i casi, la cura andrebbe estesa anche al partner.

La prevenzione indubbiamente è la cosa migliore, per non incappare in queste infezioni, trattandosi di una malattia a trasmissione sessuale, il metodo più sicuro è l’uso del preservativo che, oltre alla clamidia protegge da tutte le altre infezioni sessualmente trasmissibili.
Se si hanno avuti rapporti non protetti e a rischio, bisognerebbe procedere con delle analisi adeguate, in modo da contrastare l’infezione da subito, mentre è consigliabile uno screening annuale, per tutte le donne che hanno rapporti saltuari non protetti e per tutte le donne in gravidanza.